A fine giornata mi sembra di essere stato in un vortice. Un turbine di emozioni che fatico a gestire con lucidità. So che dovrei controllarmi, e per fortuna almeno non do a vedere all’esterno i miei sentimenti. Sto lavorando come un mulo, senza pause, l’ufficio sempre pieno di gente e la mente vacilla. Avrei voluto chiamare G. come mi ero proposto, invece avrò sentito E. per lavoro almeno dieci volte e solo per risolvere problemi. Demoralizzato come un adolescente che non vede il suo amore. A fine mattinata un po’ di tregua, chiamo con una scusa e la giornata inizia il suo volo. Mi sembra addirittura che anche lei aspettasse di sentirmi, so però che è solo una mia fantasia. Finisco in fretta per arrivare in sede prima che tutti se ne vadano e fermarmi a lavorare a pausa pranzo e trovo una sorpresa stupenda. Lei non ha fretta, si ferma per finire dei lavori e nel frattempo parliamo. Stiamo mezz’ora io e lei soli, sento che siamo in una bolla magica in cui ci capiamo e ci scambiamo opinioni, energia, propositi in sintonia perfetta. Comincio a volare, lei se ne va, continuo il mio volo per altre otto ore fino a planare fra cinque minuti nel mio letto. Buonanotte.

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