Ringrazio che sia finita la settimana. Sono immerso nella nebbia, è quasi mezzanotte e sto tornando a casa, ancora non riesco a capire come abbiamo fatto a giocare la partita. Il venerdì sera quasi sempre mi diletto a tenere a bada ventidue belve che si scannano. Ultimamente G. entra nei miei pensieri anche in quei frangenti. L’essere da solo mi rende libero di immaginarla, di pensarla, di ammirarla, di volerle bene senza preoccuparmi di chi mi sta a fianco. E’ vero, spesso il venerdì vado in crisi perchè poi non la vedo, ma stavolta saranno solo due giorni. Questa mattina ero ancora un po’ cupo, stanchezza e un po’ di delusione umana. Poi mi son detto che non posso pretendere niente, che questo sentimento non può avere sbocchi in questa vita. Che lei nel mio cuore ha il posto che merita e forse un giorno lo saprà. Voglio che questo sentimento mi faccia progredire spiritualmente e nella risoluzione di certe debolezze del mio carattere. Così l’ho avvicinata, le ho chiesto scusa dei miei silenzi e detto che non ce l’avevo con lei. Tutto è magicamente tornato come prima, abbiamo parlato mezz’oretta poi se ne è andata lasciandomi più sereno.