Che scemo che sei!

Oggi pomeriggio G., che il venerdì fa part-time, è venuta a riprendere il cellulare che aveva dimenticato in ufficio. In precedenza ci aveva chiamati per sapere se era lì. Avendole detto che non mi dispiaceva affatto che tornasse (verissimo), avevo paura di essermi esposto troppo o di essere sembrato troppo ironico. Allora le ho scritto un post-it e l’ho attaccato sotto il telefono: “Scusa parlo sempre troppo. A.” Quando è entrata con il suo bambino l’ufficio era pieno di gente e salutando uscendo mi ha detto “Che scemo che sei!” con un tono che diceva sei scemo ma mi va bene così. Tanto mi è bastato per partire in volo. Anche oggi ero riuscito a stare con lei un po’, scapicollandomi giù dal postaccio dove sono stato confinato tutte le mattine della settimana. Questa volta abbiamo parlato più di me e di un problema di mia suocera in via di risoluzione. La vecchiaccia se la cava, meglio così per tutti. Anche G. oggi stava un po’ meglio, ma di questo racconterò domani. Buonanotte

Montagne russe

A fine giornata mi sembra di essere stato in un vortice. Un turbine di emozioni che fatico a gestire con lucidità. So che dovrei controllarmi, e per fortuna almeno non do a vedere all’esterno i miei sentimenti. Sto lavorando come un mulo, senza pause, l’ufficio sempre pieno di gente e la mente vacilla. Avrei voluto chiamare G. come mi ero proposto, invece avrò sentito E. per lavoro almeno dieci volte e solo per risolvere problemi. Demoralizzato come un adolescente che non vede il suo amore. A fine mattinata un po’ di tregua, chiamo con una scusa e la giornata inizia il suo volo. Mi sembra addirittura che anche lei aspettasse di sentirmi, so però che è solo una mia fantasia. Finisco in fretta per arrivare in sede prima che tutti se ne vadano e fermarmi a lavorare a pausa pranzo e trovo una sorpresa stupenda. Lei non ha fretta, si ferma per finire dei lavori e nel frattempo parliamo. Stiamo mezz’ora io e lei soli, sento che siamo in una bolla magica in cui ci capiamo e ci scambiamo opinioni, energia, propositi in sintonia perfetta. Comincio a volare, lei se ne va, continuo il mio volo per altre otto ore fino a planare fra cinque minuti nel mio letto. Buonanotte.

Domani forse…

Forse domani rivedrò la mia cara G. Sicuramente la sentirò al telefono dalla sede distaccata dove sono confinato a lavorare questa settimana. Io in quel posto tristissimo non ci vorrei più andare, a maggior ragione ora che mi separa da lei. Voglio sapere come sta, come ha passato le vacanze, vorrei vedere i suoi occhi e il suo sorriso ma quando sarò rientrato in sede lei sarà probabilmente già tornata dai suoi bambini. Magari con un colpo di fortuna potrei rientrare prima o lei tardare un po’.

L’Amica E.

Eccomi a parlare di E. Anche lei lavora con me ed è la mia Amica, abbiamo passato un anno e mezzo fianco a fianco ma a me sono sembrati dieci anni da come ci capiamo. E’ l’unica che sa tutto di me. Fra pochi giorni se ne andrà, cambierà ufficio. Devo ancora realizzare il tutto. Forse mi sembra impossibile o forse c’è qualcos’altro che mi sostiene. E. è una ragazza di una sensibilità unica, quando è arrivata da noi proveniva da una brutta esperienza lavorativa ed io ho cercato di metterla a suo agio. Così si è creata una complicità e una sintonia particolare. Ci siamo sempre aiutati con spirito altruistico e non abbiamo mai lontanamente avuto attriti o incomprensioni . E’ l’unica che ha il permesso di chiamarmi per lavoro se sono in ferie…

Io…

Cosa dire di me? Sono sposato da molti anni e amo mia moglie. Certo, la fatica della vita quotidiana ci sta provando parecchio. Non abbiamo figli per vari motivi, anche se principalmente è stata una scelta. I problemi di salute dei suoi genitori ci hanno accompagnato durante tutta la vita insieme e si aggravano ogni giorno di più. Io inseguo però la resilienza, per il mio carattere sono contento di aiutare a risolvere i problemi, non scappo certo nelle difficoltà e sono convinto che non la lascerò mai. Per me è come avere in mano un pulcino, non potrei mai farle del male. Sento però che il mio cuore è più grande del contenitore in cui le convenzioni umane vorrebbero costringerlo. Amare, amare, amare. Qualcosa di più del sentimento umano che ci porta a volere l’esclusiva sull’altro. Essere felici per l’altro, godere anche di pochi momenti passati insieme, scambio di energia. Anche questo è amore. Regalare un pezzetto di cuore senza mai pretenderlo indietro.

Lei è…

Lei lavora con me da qualche mese. Mamma e moglie modello, gentile nei modi, determinata, mentalità aperta e una sensibilità che un orso come me ha rischiato veramente di ferire i primi giorni che siamo stati a contatto. E se questo non bastasse un fisico da atleta e un senso dell’humor spiccato. La donna perfetta? Forse sì ma io ora non faccio testo. Ormai io l’ho idealizzata, deformata con gli occhi del sentimento che ha suscitato nel mio profondo. Non subito, non è stato un colpo di fulmine, a me non ne sono mai capitati. Mi sono accorto di lei piano piano; le sue attenzioni, le sue battute, il suo essere alternativa ma soprattutto la sua fragilità sono diventati il mio pensiero fisso. Sono sicuro che lei non prova nulla di tutto questo per me. Che fare? Niente, semplicemente amare.

Oggi non c’è…

ma lo sapevo già. Venerdì sera mi ero reso conto che non l’avrei rivista per una settimana ed ero andato in crisi. Poi sabato girando fra gli scaffali del supermercato un tuffo al cuore. È lei. Lo faccio notare a mia moglie che la conosce ma ovviamente non sa. Cerco di evitare l’incontro a tre riuscendoci. La ricerco con lo sguardo e la trovo un paio di volte ma lei è impegnata e non mi nota. Mi sembra di essere un ragazzino, poi mi dico che dopotutto è quello che avrei sempre voluto restare. Uscendo dal negozio il cuore mi batte forte e penso che devo dirlo a qualcuno…

PRESENTAZIONE

E’ un periodo strano della mia vita, strano ma bellissimo, con picchi di euforia e discese nello sconforto. Ormai sono a metà della mia esistenza ed ho costruito ben poco. Non parlo di strutture per poter vivere una vita più o meno serena nel materiale ma di formazione della mia individualità, dei miei sentimenti, del mio essere e della mia vita spirituale, e di come questo va ad impattare nei miei rapporti con gli altri. In questi ultimi giorni un incontro in particolare mi induce a riflessioni e voglio coglierlo come stimolo ad iniziare un lavoro interiore importante e duraturo, mi sconvolge la vita ma non lo posso confidare per non sconvolgere la vita di altri. Questo diario è per comunicare con qualcuno sperando che…nessuno legga!